L’Italia non può non giocare questa partita

“L’Eurasia ha un ruolo pivotale nelle relazioni tra Est e Ovest e nella scacchiera geopolitica globale, e i recenti accordi tariffari dell’Unione economica eurasiatica con la Cina e l’Iran ne sono una chiara dimostrazione. L’Italia non può non giocare questa partita. Così come può avere un ruolo determinante nel dibattito europeo per eliminare le sanzioni contro la Russia”.

Antonio Fallico, Console Onorario della Federazione Russa a Verona (2018)

Non abbiamo mai abbandonato l’idea di costruire una grande Europa veramente unita

“Siamo pronti a lavorare insieme per promuovere la cooperazione tra Russia e Unione europea su una base paritaria e reciprocamente vantaggiosa. Non abbiamo mai abbandonato l’idea di costruire una grande Europa veramente unita, senza linee divisorie, che includa la Russia, l’Unione Europea e i nostri comuni vicini. Nelle attuali circostanze, un passo importante in questa direzione potrebbe essere la convergenza del potenziale dell’Unione economica eurasiatica e dell’Unione europea. Unire così gli sforzi, tra le altre cose, contribuirebbe alla formazione di uno spazio di pace, di sicurezza pari e indivisibile e di un’ampia cooperazione economica dall’Atlantico all’Oceano Pacifico”.

Sergey Lavrov, Ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa

L’Italia è uno dei nostri partner chiave prioritari in Europa

L’Italia è uno dei nostri partner chiave prioritari in Europa. Si tratta di un dato di fatto che non subisce variazioni a seconda delle fluttuazioni nella vita politica interna italiana. I governi vanno e vengono, ma rimangono invariati i reciproci interessi che affondano le proprie radici nella tradizione storica di rapporti amichevoli, collaborazione economica, vicinanza culturale e spirituale.

Sergey Razov, Ambasciatore della Federazione Russa in Italia

Ritorno dei rapporti a 360 gradi con la Russia

“Comprendiamo il fatto che l’Italia sia legata agli impegni europei e non abbiamo nessuna pretesa rispetto agli amici italiani ma speriamo che l’Italia sulle sanzioni porti avanti la posizione di un ritorno dei rapporti a 360 gradi con la Russia”.

Vladimir Putin

La Russia è un Paese prioritario per la nostra strategia

“I rapporti diplomatici tra Italia e Russia risalgono all’Unità di Italia e quelli sociali addirittura a 500 anni fa. Due popoli che si rispettano da sempre con una naturale propensione alla collaborazione culturale, artistica e scientifica prima ancora che economica. C’è più Italia nei musei di Mosca e San Pietroburgo e nelle accademie della Federazione di quanta ce ne sia in svariati Paesi nel mondo.
La Russia è un Paese prioritario per la nostra strategia di sostegno all’internazionalizzazione delle imprese ed è per noi un partner economico e commerciale imprescindibile con un interscambio che nell’ultimo anno ha superato i 21 miliardi di euro e un potenziale di incremento del nostro export del 5% per i prossimi tre anni”.

Manlio Di Stefano, Sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari Esteri (2019)

La «Russia» non ha smesso di cambiare per tutto il secolo

“La Russia è passata attraverso due guerre mondiali, la guerra civile, una violenta trasformazione economica, la dittatura e il terrore. Diventò, e poi cessò di essere, una superpotenza. Era stata un impero in larga misura agricolo e analfabeta, e oggi è istruita, industriale e privata dei suoi domini di confine. La «Russia» non ha smesso di cambiare per tutto il secolo. Sarebbe infondato pensare che la sua capacità di sorprendere se stessa, i suoi vicini e il mondo si sia esaurita”.

Robert Service, storico

Un interlocutore assolutamente irrinunciabile

“Fin dal ‘700 Pietro il Grande ha, con prepotenza, forzato la Russia a intervenire nel concerto delle nazioni e da allora si può dire che il Paese abbia partecipato praticamente a tutti gli avvenimenti che hanno caratterizzato la nostra storia, dal punto di vista culturale, politico, economico e militare. Come poter fare a meno di Tolstoj? Come non considerare una Rivoluzione che ha cambiato totalmente il modo di concepire la vita e la società? Certo, ci sono stati eccessi e brutalità, peraltro denunciati da Krusciov prima e da Gorbaciov poi, ma si tratta di un interlocutore assolutamente irrinunciabile con il quale sarà magari possibile riprendere un dialogo biunivocamente costruttivo”.

Umberto Vattani, diplomatico