Le relazioni economiche italo-russe sono una necessità strategica per l’Italia

Mosca e Roma vantano una lunga tradizione di buoni rapporti diplomatici ed economici. Numerose aziende italiane operano nella Federazione Russa con stabilimenti produttivi in loco, attraverso investimenti diretti o in partnership con aziende locali. Il livello di import/export è altissimo: nel 2019 la Russia è stata il quinto fornitore di petrolio greggio e il primo importatore di gas naturali del nostro Paese.

Gli effetti sull’economia italiana delle sanzioni economiche europee alla Russia

Tuttavia, a partire dal 2014, l’Unione Europea, in risposta all’annessione della Crimea da parte della Russia, ha imposto a Mosca un duro regime di sanzioni commerciali. Gli effetti di questa politica economica hanno avuto un duro impatto sul volume degli scambi commerciali tra Federazione Russa e Italia.

Secondo i dati della Farnesina, tra 2015 e 2016 il valore dell’interscambio commerciale italo-russo è crollato da oltre 21 miliardi di Euro a 17,4 miliardi di Euro, un calo del 23,9%. In questo periodo, l’import italiano ha subito il colpo più duro (-46%), soprattutto nel settore dei combustibili, fondamentale per l’Italia: dalla Russia arriva il 65% del totale delle importazioni italiane. L’export italiano verso la Federazione Russa già nel 2015 ha visto un calo del 25,3% rispetto al 2014. Il settore che ha risentito maggiormente di questa caduta è quello dei macchinari, voce che assorbe il 26% degli acquisti russi.

L’Italia nel 2019 era al sesto posto nella classifica dei Paesi importatori e occupava lo stesso posto nella lista dei Paesi esportatori verso la Russia. L’Italia, nonostante sia tra i Paesi dell’Unione Europea che hanno subito in termini relativi la maggiore perdita economico-commerciale negli scambi con Mosca, resta il secondo partner commerciale europeo della Federazione Russa, preceduta solo dalla Germania.

Russia e Italia, tra complementarietà e grandi opportunità economiche

La Russia è il primo esportatore di risorse energetiche a livello globale, ma il suo settore industriale è relativamente ancora poco sviluppato, soprattutto per quanto riguarda l’area della produzione industriale leggera. L’Italia, invece, è carente di materie prime ma conta su un settore manifatturiero altamente diversificato e su una produzione agroalimentare di primordine. Questa complementarietà tra le due economie fa sì che quella tra Mosca e Roma sia una partnership economico-commerciale naturale e profondamente necessaria allo sviluppo di entrambi i Paesi.

La Federazione Russa comprende 85 soggetti territoriali organizzati, dal 2005, in 25 Zone Economiche Speciali (ZES), in “competizione” tra loro per attirare investimenti stranieri offrendo incentivi fiscali, doganali e amministrativi alle imprese estere che vi investono. Inoltre, Mosca ha lanciato negli ultimi anni un piano di modernizzazione economica. Questa fase di sviluppo non riguarda esclusivamente i settori strategici dell’economia russa ma anche il sistema infrastrutturale. Questa dinamica di modernizzazione ha aperto le porte di numerosi settori in pieno processo di crescita a potenziali collaborazioni straniere.

Il processo di modernizzazione e di espansione dell’economia russa, insieme al basso costo delle risorse energetiche e delle materie prime russe, è una occasione imperdibile per l’Italia. Il Bel Paese gode del favore dei consumatori russi, che considerano il “Made in Italy” sinonimo di qualità non solo nel settore delle “tre A” (abbagliamento, alimentare, arredamento) ma anche nel settore meccanico e tecnologico.

Per l’Italia le relazioni economiche bilaterali con la Russia sono di importanza strategica. La complementarietà tra i due sistemi economico-produttivi rende l’Italia il naturale ponte tra Federazione Russa e Unione Europea, proprio quest’ultima dovrebbe interrogarsi criticamente sulla dura politica di sanzioni verso Mosca e soprattutto sugli effetti che sta provocando sul breve e sul lungo periodo.

Valerio Ferri

 Fonte: InfoMercatiEsteri

 

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